A proposito di Andrea

Andrea era un bambino di 11 anni, un bambino buono e generoso ... rispettoso verso gli altri e verso chi lo accudisce… insomma! Andrea era il figlio che ogni madre vorrebbe nella propria vita.

 

Avevo con lui un rapporto speciale, fatto di sguardi d’intesa, di gesti complici… lui era lo specchio in cui potevo riflettermi ed essere me stessa. Lui era l’aiuto prezioso… quello di cui non si può fare a meno … mai una volta si è sottratto o lamentato alle mie richieste di madre, richieste che spesso facciamo ai nostri figli e ci sentiamo rispondere nelle migliori delle ipotesi con un: “Uffa!”.  Lui alla mie richieste rispondeva sempre con un sorriso e un bel: “Si mamma!... Arrivo mamma!”.

Era un bambino timido, apparentemente introverso, a volte appariva chiuso, ma era proprio lì che bisognava saper scavare… e io lo sapevo... Tra quei silenzi, tra quelle lunghe pause di sguardi a testa bassa… che solo io percepivo come un grido d’aiuto, e non di chiusura al mondo… c’era lui …Il mio Andrea!   Dentro a quei silenzi c’era l’anima di Andrea, la maturità di un bambino straordinario, difficile da immaginare in un ometto di soli 11 anni.

Mio figlio, durante la sua malattia, mi ha insegnato a essere forte e coraggiosa, mi ha insegnato a perseverare nelle mie scelte, mi ha insegnato a camminare a testa alta di fronte alla sua malattia e alla vita quotidiana.

 

Andrea amava profondamente la scuola, che considerava un luogo di confronto e di svago, amava la comunità oratoriale che frequentava regolarmente. Svolgeva le sue mansioni da studente con serietà e responsabilità: mai una volta l’ho ripreso per lo svolgimento dei compiti. Era un bambino autonomo, organizzato, e il suo motto era: prima il dovere e poi il piacere.

 

In pochi anni era riuscito ad instaurare un bellissimo rapporto con i sui coetanei del paesino in cui viviamo tanto da far fatica a convincerlo alle partenze per le vacanze estive.

 

L’amicizia nella vita di Andrea era un punto fisso, i suoi amici e compagni di scuola erano un punto fisso.

 

Un'altra cosa che Andrea amava era correre in bicicletta, amava il vento tra i suoi lunghi capelli corvini… amava ingegnarsi nel costruire giochi della lego. Amava trascorrere le domeniche in oratorio sfidando i suoi amici con le carte di yu-gi-oh, amava il gioco della dama… con papà Mauro, spesso durante le giornate uggiose e fredde… giocava ininterrottamente. E come tutti i ragazzini aveva la sua squadra del cuore, la Juventus.

 

Ci teneva a frequentare il catechismo e aveva una grande Fede in Dio. Quella Fede che lo ha accompagnato sino al suo ultimo respiro. Con dignità e pace interiore, proprio nei suoi ultimi giorni di vita terrena, Andrea a tutti noi ha dimostrato quando fosse grande la sua dignità e la sua forza di volontà.

Il giorno prima che volasse in cielo, ha ricevuto dal suo maestro spirituale la Santa Cresima. Con serenità ed entusiasmo ha saputo trasformare un momento drammatico per tutti, in un momento di gioia e di condivisione… realizzando così l'ultimo suo importante desiderio. Essere cresimato.

 

Era un bambino felice, amava la vita, ma soprattutto… era il mio bambino, un bambino con tutta una vita davanti da poter riempire di esperienze nuove.

Andrea è un bambino a cui è stato negato il diritto di crescere, innamorarsi, sposarsi, diventare padre e magari nonno.

Finché avrò respiro lotterò come ho fatto per lui, con il coraggio e la forza che mi ha donato, per tutti quei bambini che combattono quotidianamente per un futuro tutto da conquistare a suon di cure dolorosissime. Mio figlio … lo scorso 11 maggio è andato a infoltire la schiera di angeli che compongono il coro di Dio. Lo voglio immaginare così… mentre insegna ad un altro bambino come lui a montare la lego.

La mamma Laura Solimine