Missione giocattoli ai bambini nell’ematologia pediatrica del San Gerardo di Monza conclusa.

Come ogni anno torno a casa non solo felice per aver donato un sorriso in più a un bambino che soffre ma anche più ricca di emozioni contrastanti. La gioia di tornare da chi considero la mia splendida famiglia allargata, dove tra medici, infermiere, volontari, bambini genitori, Associazioni, non esiste un distacco di ruolo ma solo l’unione di tanti Cuori.
E anche con la tristezza nel rendermi conto di quanti, troppi bambini siano malati.

Purtroppo oggi ho dovuto constatare che tutte le stanze nell’ematologia pediatrica e del centro trapianti erano occupati da bambini. Cuccioli di uno, due, tre, cinque, sei, dieci, quindici, sedici anni, un pienone che non avrei mai voluto vedere.
Ma ho anche visto il largo sorriso e le gambine sgambettanti di una bimba di appena un anno quando gli abbiamo dato il suo regalo.
Abbiamo visto la felicità di un’altra bimba di tre anni quando ha scelto la sua nuova bambola, e di un altro cucciolo che senza un minimo di esitazione ha scelto subito il suo gioco, una lego nuova da montare.
Oggi abbiamo portato tanta gioia e sorrisi, questo è ciò che conta.

Grazie a chi ci ha aiutato a regalare questa piccola gioia ai bimbi che soffrono, grazie alle mie volontarie per avermi accompagnata e grazie a Francesca del reparto di ematologia per averci accompagnato in ogni stata, sei una splendida persona.
E grazie ai genitori del piccolo Andrea, Giuseppe Zagaria, ritrovarvi oggi ancora in Day hospital è stata un’emozione indescrivibile, un trattenere lacrime di gioia e dolore, un tornare indietro nel tempo, in rivivere il nostro percorso con il mio Andrea.

Il nostro abbraccio ha un valore e un significato che nessuno conosce al di fuori di questi reparti, racchiudeva tutte le emozioni e le parole che non servono pronunciare.
Sono stata felicissima di vedervi anche se non avrei mai voluto incontrarvi ancora lì.
E grazie anche alla magica Cleme e Vania Martinelli per il ricco e gustoso buffet in Day hospital a cui non sono riuscita a sottrarmi. 

Mamma Laura.